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Poesia sulla Topa con video YouTube autore

Bellissima poesia scovata in rete su YouTube di cui ho trascritto il testo perchè merita davvero !!!
Complimenti all’autore perchè rende bene l’idea sull’importanza della Topa
“Una poesia ermetica… oserei dire criptica il cui ermetismo si intravede appena un po…insomma già dal titolo…”
LA TOPA
Oh mio fiore profumato lì nel mezzo situato
la tua fragranza è aromatica non c’è formula matematica
non esistono teoremi per le feste ci sistemi
sei la nostra dolce pena, dove vuoi andare a cena ?
sei la legge universale amministri il bene e il male
tu sei croce, sei delizia di noi uomini sei la giustizia
tu ci rendi tutti uguali come un branco di animali
ci seduci, ci raggiri al quattrino spesso miri
Oh mio fiore delizioso dal carattere sfizioso 
alle volte te ne approfitti e ci fai stare tutti ritti senza mettersi al sedere
poi ti fai un po annussare…cosa vuoi una villa al mare ?
il conto in banca ci prosciuga quell’odore tuo di acciuga
che ci fa tornar bambini incoscienti e birichini
il lavoro trascuriamo, il capello ritocchiamo
con la moglie siamo in causa e intanto avanza l’andropausa
Ah è cosa triste e dura ma è la legge della natura
la pelle che diventa vizza e l’uccello più che non s’arrizza
la vita ormai si è fatta agra non ci resta altro che il Viagra
per ributtarcisi a capofitto
e morire a uccello ritto !!!
By Guidino65

Poesia sulla Topa

Poesia recitata dal grande Roberto Benigni ad uno dei suoi spettacoli live negli anni ’80
Da una vecchia audio-cassetta la trascrivo così come la recita…

Sottobosco di pelo
caverna oscura
che in grembo femminil natura ha posto
ove dannato all’amorosa arsura
il mebro peccator si cuoce arrosto.
Bolle mai sempre
in quella tana impura
di liquefatta pece un fier composto.
Gorgliano là dentro in rea mistura
fetida bava e sanguinonso mosto.
L’orlo dell’ampia grotta è un taglio immondo
che quanto grande sia non si decide
nè Archimede trovò quant’è profondo.
Amor vi gettò l’arco e più nol vide.
L’ancora Tifi e non trovo vi ‘l fondo.
Gettò la clava e la perdette Alcide…
Oh va a ripiglialla.

Bocca di rosa: Topa in musica

Bocca di rosa – Fabrizio de AndrèLa chiamavano bocca di rosa metteva l’amore metteva l’amore la chiamavano bocca di rosametteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione del paesino di Sant’Ilario tutti si accorsero con uno sguardoche non si trattava di un missionario.
C’e’ chi l’amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professionebocca di rosa ne’ l’uno ne’ l’altro lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conducea soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all’altro bocca di rosa si tirò addosso l’ira funesta delle cagnettea cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino non brillano certo d’iniziativa le contromisure fino al quel punto si limitavano all’invettiva.
Si sa che la gente da’ buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio si sa che la gente da’ buoni consigli se non può dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole acute:”Il furto d’amore sarà punito -disse-dall’ordine costituito”.
E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare:
“Quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare”.
E arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchie arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non e’ una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l’accompagnarono malvolentieri.
Alla stazione c’erano tutti dalcommissario al sagrestano alla stazione c’erano tutticon gli occhi rossi e il cappello in mano. A salutare chi per un poco senza pretese, senza pretesea salutare chi per un poco portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo con una scritta nera, diceva: “Addio bocca di rosacon te se ne parte la primavera”.
Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi manda un bacio, chi getta un fiore, chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezzafra un miserere e un’estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima filae bocca di rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano.